INTERROGHIAMOCI
24 Marzo 2019
LO STATO DELL’IPOCRISIA E L’IPOCRISIA DI STATO
17 Aprile 2019

HUMAN POLITICS WORLD – PUBBLICAZIONI

Presentazione

Il libro “Lo Stato dell’Ipocrisia e L’Ipocrisia di Stato”, è  un’analisi dei profondi cambiamenti, economici, culturali e tecnologici,  avvenuti nel tessuto sociale a partire dagli anni sessanta fino ad oggi. In particolare l’autore, partendo dalla propria esperienza di vita, si interroga sulla sostenibilità dell’attuale modello di sviluppo sociale, tutto improntato sul continuo aumento della produzione, il famigerato “PIL”, sulla finanza, con particolare riferimento alla titolarità del potere di emissione del danaro, sulla reale esistenza delle regole democratiche, sulla sicurezza ambientale e sulla indipendenza della Politica.

Gli eventi storici si intrecciano, pur se marginalmente, con l’esperienza personale dell’autore, con il proprio vissuto emozionale, nel quale  prova a coinvolgere il lettore con il dichiarato obiettivo di parteciparlo al progetto di ripristino dei basilari principi democratici, per mezzo dell’associazione Culturale e Politica “Human Politics World”.

Stralcio del Capitolo V° (L’ipocrisia)

Quello che vogliono i nuovi dominatori, è un mondo governato dall’ipocrisia, dove la ricchezza, l’avere inteso nel senso di potere, rappresentano l’unico parametro di benessere sociale. (Erich Fromm, Essere o avere).

L’ipocrita è sempre pronto al compromesso, ad attribuire agli altri le proprie responsabilità, a seguire ciecamente le mode.

L’ipocrita non ha dignità, non sa amare, così come non sa odiare, la cosa che gli riesce meglio è imitare ed invidiare, l’ipocrita ama il gruppo e rifugge se stesso.

L’ipocrita critica tutto ma non ha senso critico, l’ipocrita vede il baratro che ingoia il gregge ma non vede se stesso nel gregge e nel baratro.

L’ipocrita, incapace di cambiare il corso della storia, sceglie più facilmente di cambiare i suoi abiti.

L’ipocrita non ha uno spirito caritatevole ma è pronto ad indebitarsi se la sua carità la può esercitare davanti a una macchina da presa.

L’ipocrita è vigliacco, ma diventa coraggiosissimo quando è nel gruppo.

L’ipocrita non ha stima di se stesso, anzi teme confrontarsi con se stesso.

L’ipocrita, nel parlare modula il volume della voce in senso opposto al valore del contenuto delle cose che dice: per questo motivo lo sentiamo sempre urlare.

L’Ipocrita non ha coscienza del valore e delle finalità della sessualità, per cui si riproduce casualmente, senza capirne il profondo significato sociale.

Purtroppo l’ipocrita, inevitabilmente svolge attività politica ed educa i propri figli, con i nefasti risultati che sono sotto gli occhi di tutti: cittadini ipocriti costruiscono Stati e governi ingiusti, padri e madri ipocriti generano una gioventù depressa e incapace dei cambiamenti/adeguamenti necessari per uscire dall’impasse. 

Quel che è importante capire, la cosa di cui il cittadino deve prendere coscienza è che l’ipocrisia uccide più di ogni altra umana debolezza. L’ipocrisia occulta la verità, impedisce al senso critico di accedere alla vera informazione, anzi peggio gli fornisce una realtà distorta che finisce per coincidere con l’idea della massa, della moda del messaggio mediatico, del mercato e quindi dell’economia, argomento ultimo al quale ormai siamo tutti sottomessi: cittadini, politici, governi e stati.

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