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politica
LA POLITICA COME SPETTACOLO
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SCIENZA E POLITICA

La scienza non è responsabile dell’uso che i popoli faranno delle loro scoperte

Quante volte, fin dai banchi di scuola, parlando di scienza, segnatamente alle scoperte scientifiche, l’insegnante riferiva della distinzione da tenere tra la tecnologia conseguente una scoperta scientifica e l’uso che il popolo, (Popolo nello specifico inteso come Popolo politico), deciderà di fare di quella nuova tecnologia.

L’argomento, ampiamente trattato da storici e filosofi di ogni tempo, induce tendenzialmente  a ritenere la persona di scienza neutrale rispetto all’uso delle tecnologie conseguenti la propria scoperta, questo nell’intendo di non dover limitare in alcun modo la ricerca scientifica.

Le argomentazioni che precedono, quindi, attribuiscono alla Politica la totale responsabilità dell’uso militare delle ricerche scientifiche, così assolvendo “Omnibus” il mondo scientifico, con la più conosciuta formula “licenza di uccidere”, i Killer di Stato, i famosi 007.

Purtroppo la mistificazione della realtà è ormai diventata la norma, l’abitudine al ragionamento Socratico non è più di moda nelle moderne democrazie. L’utilitarismo è diventato preminente rispetto alla logica, alla morale, l’osservazione parziale è il metodo più efficace per occultare l’insieme.

Torniamo all’argomento della decantata non responsabilità dello scienziato rispetto all’uso politico-militare della propria scoperta, per il fatto che la maggior parte delle scoperte si presta sia per scopi utili alla società che per la distruzione della stessa.

Si potrebbe concordare con l’assoluta non responsabilità dello scienziato, inclusa la responsabilità morale, se lo stesso limitasse la sua ricerca alla semplice teorizzazione e dimostrazione della fattibilità pratica della propria scoperta, per poi rendersi assolutamente indisponibile a prestare ulteriore collaborazione per la realizzazione pratica di armamenti che si prestano a uccisioni di massa o, come nel caso dell’atomica, ad una possibile ecatombe dell’intero genere umano.

Un esempio per tutti? Il famoso progetto “Manhattan”, quello che per intenderci fornì agli Stati Uniti la bomba atomica, vide una schiera di scienziati, tra i quali molti premi Nobel per la fisica, ed in particolare il nostro Enrico Fermi. Tutte quelle teste d’uovo, sapevano esattamente cosa stavano realizzando, non credo che qualcuno di loro, in un ipotetico processo avrebbero potuto sostenere di ignorare l’uso a cui si intendeva destinare la bomba atomica. Gli scienziati sapevano ed erano coscienti a tal punto del loro operato, che costituirono un pool di specialisti nei diversi campi affinché il progetto”Manhattan” potesse realizzarsi nel modo più efficace, cioè capace di annientare un’intera Nazione.

Sono stanco, non della cattiveria umana, connaturata, ma dell’ipocrisia, di quel candido mantello con il quale si vuole ,”Ipocritamente”, coprire le vittime del nostro cannibale modo di vivere. Sono pronto a sottoscrivere la totale libertà del mondo scientifico, finché le loro scoperte non mostrano a chiare lettere le finalità; quando la finalità è evidente, chiara e senza ombra di possibili diverse interpretazioni, quando quella scoperta minaccia l’esistenza dell’umanità, quello scienziato dovrà rispondere come un qualsiasi cittadino alla giustizia.

Tutte le guerre, le uccisioni gli stermini, hanno avuto la convivenza, peggio, la connivenza del mondo scientifico, ogni altra visione è ipocrita e nemica della verità. Tutt’ora gli scienziati collaborano con gli eserciti di Stati dittatoriali. Nessuna arma, men che meno le moderne armi: atomiche, chimiche, batteriologiche, elettroniche possono essere praticamente utilizzate senza la collaborazione del mondo scientifico.

Non è la moralità, quel falso candore del mondo scientifico, quel non volersi sporcare le mani, che tiene lo stesso lontano dalla politica, è la loro ipocrisia che necessità di una qualche giustificazione, il far finta di stare da un’altra parte rispetto a quello che preme il grilletto, ma è evidente che non è così, neppure un antico mortaio potrebbe funzionare al meglio, se non potesse avvalersi di un “matematico” che ne calcoli la giusta gittata.

Personalmente sono per la scienza, nel mio libro “LO STATO DELL’IPOCRISIA E L’IPOCRISIA DI STATO”, pongo la scienza al centro dell’attenzione degli Stati, considero lo scienziato l’espressione più prossima al Dio creatore, per cui nessuno può immaginare una mia ostilità di fondo, tuttavia non posso immaginare un vero scienziato che operi contro l’uomo, contro l’ambiente, contro la vita.

Alessandro Marini   https://humanpoliticsworld.org