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I VERI MOTIVI DELLA CRISI ECONOMICA E SOCIALE

Potere della Politica

Oggi, sono in molti a pensare che l’attuale crisi economica, culturale e sociale sia conseguenza solo dell’inadeguatezza degli attuali partiti Politici.

Nulla di più errato, è vero che l’odierna classe Politica è costituita per lo più da mestieranti, persone prive di quei valori che un rappresentante del Popolo dovrebbe coltivare,  ideali sui quali costruire delle società giuste e progredite, ma il vero problema, quello che impedisce il cambio di rotta dello sviluppo sociale, è la perdita di Potere della Politica.

La Politica oggi è solo sulla carta detentrice del potere “Sovrano”, ricevuto dal Popolo per mezzo del mandato, nella pratica tale Potere è pesantemente condizionato dai detentori del Potere economico e finanziario.

Il primo tradimento operato dai politici nei confronti del Popolo, è quello di aver ceduto alle banche ed alla finanza privata, il potere di emissione del denaro, che solo teoricamente è ancora nella disponibilità dei governi ma di fatto, totalmente controllato dal potentato economico mondiale.

Oggi, buona parte degli stati governati democraticamente, non hanno la possibilità di operare liberamente sulla moneta circolante, condizione che nei fatti limita la possibilità di progettare e programmare una qualsiasi politica economica e sociale.

Quando vado affermando in questa breve analisi, è nella pratica dimostrato sia dalla crisi economica della Grecia e da ultimo dalla politica del nostro attuale governo: 5 Stelle – Lega. Come ricorderete, la Grecia, nell’originario programma governativo di  Alexis Tsipras premier e con Yanis Varoufakis ministro dell’economia, prevedeva tra le diverse strategie, anche l’ipotesi di una fuoriuscita dall’Europa e quindi dall’Euro. Quello che è successo è noto a tutti, la Grecia in men che non si dica, è stata messa dal mercato letteralmente a digiuno finanziario, con il Placet della BCE, (partecipata dalle banche private), i detentori del debito pubblico Greco hanno smesso di acquistare e rinnovare i titoli di stato, costringendo Tsipras a far dimettere il ministro dell’economia,  Yanis Varoufakis, visto come soggetto pericoloso per gli interessi degli strozzini Internazionali.

Con modalità solo all’apparenza diverse, il parlamento Europeo, anch’esso condizionato dal potentato economico, ha dettato le regole di politica finanziaria alla nostra Nazione, l’Italia, ufficialmente minacciando pesanti sanzioni in caso di sforamento dei limiti di bilancio concordato, in modo non ufficiale, operando sul differenziale dei tassi di interesse, il famigerato “Spreed”.

Tutto quanto sopra esposto conferma che :

  • La politica delle nazioni è di fatto governata dal Potentato economico.
  • Le banche private, grazie alle cospicue partecipazioni al capitale delle banche centrali, generano e controllano la massa monetaria.
  • L’accumulazione della ricchezza nelle mani di pochi soggetti privati, ha di fatto creato la ricchezza “Ereditaria ed Elitaria”, condizione certificata da uno studio recente di “BANCA D’ITALIA”, situazione che porta alla caduta di fatto del sistema democratico.
  • Allo stato delle cose, nessun governo eletto dal popolo è in condizione di modificare ovvero porre rimedio alla concentrazione della ricchezza.

Per concludere possiamo quindi asserire che nessun governo, di destra, di centro o di sinistra, democraticamente eletto, potrà modificare l’iniquo ed insostenibile  modello di sviluppo socio economico,  se la Politica non si riappropria del Potere di controllo della finanza di Stato, che significa Banca Centrale a totale capitale pubblico e controllo assoluto dell’Istituto di emissione del denaro. Per quanto riguarda le banche private e la finanza in genere, il trattamento legislativo deve seguire lo stesso iter delle altre attività economiche.